Autore Topic: Relazioni....  (Letto 361 volte)

Offline Anna34

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Relazioni....
« il: Luglio 30, 2018, 13:40:35 Lun »
Ciao a tutti; Mi chiamo Anna e non sono cefalgica, ad esserlo è il mio compagno, ho deciso di iscrivermi e di chiedere aiuto scrivendo nel forum perché sto vivendo con grosse difficoltà relazionali questa fase del nostro rapporto di coppia. La cefalea del mio compagno é passata alla fase cronica, questo comporta momenti di isolamento da parte sua, un bisogno di spazi abbastanza ampio. Mi sento spesso egoista quando manifesto anche i miei bisogni di donna e di compagna, perché se é vero che capisco quanto lui stia soffrendo é altrettanto vero il mio senso di impotenza e di emarginazione relazionale. Ogni volta che si discute mi dice che devo avere pazienza e capire che non può darmi più di quanto mi stia dando in questa fase della sua vita. Sto perdendo stima in me stessa e mi sento molto sola nel rapporto. Mi sento trascurata, sessualmente e sentimentalmente respinta. Non so più davvero dove e come trovare equilibrio tra i miei bisogni ed i suoi. Se avete dei consigli da darmi saró felice di leggerli. Grazie. Anna
« Ultima modifica: Luglio 30, 2018, 13:43:50 Lun da Anna34 »

Offline SfInGe

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Re:Relazioni....
« Risposta #1 il: Luglio 30, 2018, 14:01:55 Lun »
...

Ciao Anna! Come donna e come sofferente sento di dare un solo consiglio.. Occorre aspettare. Si aspettare lui! È lo stesso uomo che ti ha fatta innamorare, ridere, godere. È la stessa anima che hai scelto di volere accanto solo che il dolore la intrappola in una scatola dove la luce è intravista da quei pochi fori sulla superficie. Trova tempo per te. Trova il bello dentro di te, cercati Anna nelle piccole cose perchè ci vorrà pazienza e perchè il calore umano quando amiamo é essenziale.
Il tempo non è magnanimo per chi soffre, continua a scorrere,..non aspetta e passano gli eventi alla quale teniamo, le ricorrenze attese diventano giorni comuni ma..puoi affacciarti sul suo mondo di dolore cercando di capire cosa può dargli sollievo.
Parliamone vediamo cosa ha innescato la cronicità
Ti abbraccio
Maria

Maria Covelli
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Offline Anna34

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Re:Relazioni....
« Risposta #2 il: Luglio 30, 2018, 14:27:22 Lun »
Ciao Maria;
Grazie per la tua risposta e per le tue parole.
I pareri sulla cronicizzazione del suo grappolo sono discordanti, il neurologo dal quale è in cura da anni esclude una componente psicosomatica da stress, mentre un secondo neurologo, dal quale si è rivolto per tentare il blocco del ganglio, non esclude affatto questa ipotesi, anzi, ritiene che incida moltissimo inisieme allo stile di vita discutibile che ha avuto per molti anni (abuso di varie droghe).
Non vorrei azzardare ipotesi che non sono di mia competenza, però, prima di un matrimonio dove ha abusato di alcool non era di certo in fase così acuta, era entrato nel "grappolo primaverile", ma con momenti di respiro e di recupero più tollerabili.
In quell'occasione e da quell'occasione ammetto di aver perso la pazienza, è stato come veder sminuiti i miei sforzi di tolleranza e di comprensione verso la situazione.
Il nostro rapporto è nato da pochi mesi e con queste premesse, ho una buona dose di pazienza e di compassione verso l'altro, specie se si tratta di una persona che mi ha fatta innamorare, il disagio che provo è anche dato dal fatto che prima di questa fase non ce ne sono state altre alle quali mi posso aggrappare per tranquillizzarmi e pensare che quando passerà tornerà tutto come all'origine. Cercherò ad ogni modo di cercare la mia serenità occupandomi di più di me stessa e dei miei interessi nei momenti in cui lui ha bisogno di spazio e di rifugio in sè stesso.

Un abbraccio a te
Anna
« Ultima modifica: Luglio 30, 2018, 14:33:51 Lun da Anna34 »

Offline Bacca bianca

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Re:Relazioni....
« Risposta #3 il: Luglio 31, 2018, 17:45:08 Mar »
Ciao Anna. Una situazione difficile. Da anni vivo da solo ma non è sempre stato così e in un periodo della mia vita, segnato da una lunga fase di remissione, ho avuto una relazione importante. Dopo un anno la ch è tornata e non è stato facile per nessuno dei due. Per me che ne ero affetto e per la mia compagna che ne fu investita. Uso questo termine perché solo chi vive insieme con un malato di ch  capisce di cosa stiamo parlando. La ch,in questi casi rischia di rovinare la vita di tutti e due,condiziona in ogni caso il rapporto,le relazioni con gli altri per non parlare del lavoro e dei figli,se ci sono. Faceva di mestiere l'infermiera in un grande ospedale,in un reparto di chirurgia,abituata a veder soffrire,vivere,morire. Eppure l'ho vista piangere per me,per noi, e io soffrivo ancora di più per questo,per non saperle dare quella serenità di cui avevamo diritto. Ma stavo lottando per sopravvivere,non per avere qualcosa. Nella testa poi scattano tanti pensieri,tante emozioni che è difficile descrivere ma che chiamerei frustrazioni. Non abuso con i termini come si costuma in questa società esagerata per cui valutali nella loro piena accezione. Frustrazioni,paura per me,per lei,per noi,per il nostro futuro. Non ero però disperato perché avevo lei vicino a me,non dovevo combattere da solo. La ch è terribile quando si è soli. Disperato lo sono stato dopo,quando,per tutt'altri motivi le nostre strade si sono divise. Con l'aiuto degli amici di OUCH ho imparato molto sulla ch, come gestirla e quindi le cose sono cambiate. Ora la solitudine,nelle fasi attive è più sopportabile,decisamente. Sto parlando da episodico e mi rendo conto che il vostro caso è differente. La ch comunque può ritornare episodica,ci sono strade che vale la pena tentare,anzi,che dovete tentare. Parlo al plurale perché se quell'uomo è quello che ami devi combattere con lui. Parlatene,serenamente,pianificate le vostre scelte. In questa fase lui ha bisogno di te più di quanto non sembri ma dovete agire. Subito. Sul forum troverai informazioni utili,leggete insieme,non disperate,non arrendetevi. Siete insieme ora e mai sarete uniti come quando avrete lottato fino in fondo. Un abbracio forte a tutti e due.
Carlo Toscan
ginmao@libero.it